Anac: è fondamentale rivedere le scadenze e le priorità del “Pnrr” per evitare errori

Rinegoziare alcune scadenze legate al “Pnrr” è di fondamentale importanza per il Presidente di Anac. “Dobbiamo dirci con grande franchezza che il termine del 2026 è una data convenzionale, ma noi dobbiamo lavorare per il 2030, per il 2050, per le generazioni future. Quindi, non tutti i Progetti è bene che siano conclusi in fretta entro il 2026. Vanno valutati costi e benefici per i singoli Investimenti, distinguendo fra Riforme urgenti e Interventi meno urgenti”.

Queste parole del Presidente di Anac, Giuseppe Busia, parte dell’intervento che ha tenuto il 3 marzo 2022 di fronte alla 1° Commissione della Camera, in merito allo stato di attuazione del “Pnrr”. “La rapidità con cui vanno realizzate le opere previste dal ‘Pnrr’, e la velocità con cui vengono organizzate gare d’appalto e lavori, sono un enorme vantaggio, ma comportano anche un costo aggiuntivo. E quindi aprono degli interrogativi […]. Io credo vadano privilegiate le Riforme, da fare subito e che non hanno costi aggiuntivi (pensiamo alla Riforma del Sistema fiscale o quella previdenziale, per esempio). Per le opere da realizzare va invece tenuto presente che i tempi ristretti e il contesto internazionale in cui ci troviamo con la guerra in Ucraina e il post pandemia comportano costi aggiuntivi, e forse è più ragionevole una ricalendarizzazione degli investimenti, da concordare con la Commissione Europea”, ha continuato Busia.

Secondo il Presidente di Anac, deve essere rivista la programmazione, caso per caso: tanti Investimenti sono stati inseriti nel “Pnrr” senza tenere conto delle differenze tra quelli urgenti e immediati e quelli che devono essere realizzati con tempi più lunghi, magari anche sfruttando al meglio le Riforme che nel frattempo si mettono in campo. Il Presidente di Anac conclude affermando che “non si può nello stesso tempo riformare il ‘Codice degli Appalti’, cambiando le norme, riorganizzare le Stazioni appaltanti, introdurre la Digitalizzazione, e contemporaneamente effettuare tantissime gare d’appalto, o affidare appalti con procedura diretta, per risparmiare 10-15 giorni che servirebbero invece per pubblicare il Bando, e garantire più trasparenza e più concorrenza”.